Rocambolario

Rocambolario - Breviario moderno di peripezie linguistiche (video).

ROCAMBOLARIO: ecco un neologismo, fresco d’ingegno. Il significato è intuitivo, un vocabolario, ma pieno di peripezie linguistiche e sociali legate alle parole. Perché l’immaginario collettivo, i luoghi comuni fanno dei vocaboli creature dal comportamento imprevedibile.
Del resto ciascuno di noi si è sempre misurato, sin da ragazzo, con il potere camaleontico di gerghi, nomignoli, calembour vivendo un suo proprio e personale “rocambolario”. Allora perché non scoprire questo peculiare istinto “rocambolesco” nelle persone da intervistare in strada che viaggiano consapevolmente ed inconsapevolmente tra conoscenza della lingua ed equivoci, luoghi comuni e interpretazioni personali.
Ed ecco che la parola “eterosessuale” si può confondere con omosessuale, ed una donna “morigerata” può diventare una mangiatrice di uomini solo per il suono della parola. Sarà colpa della scuola o della lingua italiana alla fine unificata solo dalla televisione per colpa di dialetti più forti della stessa lingua nazionale.
Rocambole è un personaggio dello scrittore ottocentesco Terrail, ladro e gentiluomo, con l’aggettivo che ne è derivato, è restato nel linguaggio comune con un certo successo: era l’epoca in cui i francesismi di certo avevano più successo degli anglismi come oggi. Ma la lingua è sempre un’opera collettiva, specie al tempo della rete e dei mass-media: ora Rocambolario si presenta come un progetto di frontiera, tra inchiesta e sketch, catalogazione dei moderni “orrori” della lingua e libera espressione della fantasia del pubblico.
Dunque il Rocambolario che comincia sui banchi di scuola, proprio quando ognuno di noi apprende la lingua, si rinnova ad ogni generazione: con i nuovi usi in ogni età crea di volta in volta un contenuto unico ed originale.

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